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Sicurezza in azienda | Notizie | CNA Padova
Sicurezza in azienda
O siamo “sicuri” o saltiamo!

Le novità che impatteranno sul mondo delle imprese sono molteplici, a cominciare dall’inasprimento delle sanzioni.
Il Consiglio dei Ministri ha accolto alcune osservazioni delle Commissioni Lavoro e Giustizia della Camera e del Senato, e le sollecitazioni che provenivano da tutte le Associazioni Imprenditoriali.

La valutazione espressa dalla CNA è tuttavia di insoddisfazione rispetto ad un intervento normativo che le imprese attendono da tempo nella logica di aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro specie in termini di prevenzione. Il tentativo operato dal governo di graduare l'entità delle sanzioni, non coglie ancora l'esigenza espressa dal mondo delle imprese di sanzionare in maniera differenziata le violazioni formali rispetto a quelle che effettivamente determinano situazioni di pericolo reale per i lavoratori. Il provvedimento continua a rappresentare un intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione, della formazione continua, della informazione, della consulenza e della collaborazione tra istituzioni, imprese, sindacati e lavoratori. Il decreto non coglie inoltre gli obiettivi di semplificazione degli adempimenti che, specie per le piccole e medie imprese rappresentano una esigenza da tempo attesa per una migliore attuazione delle normative di sicurezza.
Con il “Testo Unico Salute e sicurezza sul lavoro” (306 articoli, 12 Titoli e 50 allegati) viene abrogato il D.Lgs. 626/94. Nel nuovo testo sono infatti comprese tutte le norme già presenti nel decreto del 1994, oltre ovviamente a una serie di altre misure che già esistono in materia di cantieri, vibrazioni, segnaletica, rumore, piombo, amianto. Con questi provvedimenti si ridisegna il quadro dei diritti dei lavoratori, visto che la prima novità importante riguarda l’estensione a tutte le prestazioni lavorative delle direttive sulla sicurezza. Con il Testo unico si sancisce infatti il principio in base al quale il lavoratore deve essere tutelato in quanto tale, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda in cui opera, dal sesso e dalla nazionalità. Per quanto riguarda il campo di applicazione delle norme sulla sicurezza si prevede una generalizzazione a tutti i tipi di contratto: le nuove regole sulla sicurezza si applicheranno a tutti i lavoratori e lavoratrici “subordinati e autonomi”, fatta eccezione dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipo accessorio. La norma prevede inoltre esplicite sanzioni, che possono arrivare fino all’arresto tramutabile in ammenda (da 5 a 15 mila euro), per quei datori di lavoro che non ottemperino agli obblighi sulla sicurezza.
In caso di incidenti mortali, quando vengano riscontrate responsabilità da parte dell’azienda per incidenti che provocano morti e feriti, sono previste inoltre sanzioni amministrative fino a un milione e mezzo di euro con la sospensione dell’attività. In questi casi scattano inoltre l’interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione e la possibilità di partecipare a gare d’asta e ad appalti pubblici. Vengono attribuiti nuovi ruoli e funzioni ai Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza.
È stato introdotto il libretto sul rischio sanitario, è stato rafforzato il rapporto tra luogo di lavoro e Asl, è stata rinvigorita la figura del medico competente, è stata accentuata l’attività per la formazione dei datori di lavoro.
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